Per ingannar l'attesa fra un post e l'altro

Vi annoiate e non sapete cosa fare fra un aggiornamento e l'altro di questo blog?

Per bon?

No, veramente?

In tal caso consolatevi con i libri di Francesco Boer! Trovate tutte le info in questo sito!

WWW.F-BOER.COM





Visualizzazione post con etichetta Demoni del Deserto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Demoni del Deserto. Mostra tutti i post

martedì 9 novembre 2010

(Demoni del Deserto) - 23 aprile

Volgo il cammino a Nord, al Ritorno, verso la verde città, detta la Porta d'Oriente; torno nelle città degli uomini,
ma ho un segno inciso col fuoco nel cuore.

venerdì 5 novembre 2010

(Demoni del Deserto) - 22 aprile

Fu varcata una soglia; blu era la sabbia del deserto, e un cielo giallo pareva a guardia dell'immobilità del momento.
V'era un giovane, forte, e glorioso nell'incedere.
Occhi di gelo e capelli dorati riflettevano la putrefazione dell'Eternità; possenti corna sul suo capo ricordavano a chi osava guardarlo che in lui è la potenza, che lui è la potenza.
Il mondo intero sussurrò il suo nome, perchè dal mondo intero era nato, ed il mondo era nato da lui:
il mondo intero sussurrò il suo nome, in timore, ed in lui risuonò terribile, e quel nome era "la sorgente".


Mi donò un segno,

che era luce, e tenebra, a seconda di che sguardo lo trafiggesse; e disse che ogni oggetto distaccato
della realtà era simile, ed ogni volo della mente era tale. E mi invitò a vedere i due lati di ogni cosa che abbracciavo, e di scoprire altri lati ancora; e di riconoscere come fratelli questi aspetti, ma di non perdersi nella palude della stasi fra essi, operando su essi la scelta, santissimo atto glorioso, soffio di Dio nell'Umano.

martedì 2 novembre 2010

(Demoni del Deserto) - 20 aprile

V'era un vecchio all'ombra d'un oasi, e la sua pelle era nera, e consumata, ma le sue braccia eran forti, la sua
stretta ferma. Era intento a costruire un canale per condurre una sorgente ad un orto lì appresso; e colmo di ricchezze era l'orto. Mi disse il suo nome, ed era simile al rumore di un martello che batteva su un incudine.
E davvero l'anziano era un fabbro di catene, di legami. Ma quando estrassi la spada, sorrise, come un padre che riconosce un figlio perduto. Con parole di fuoco mi spiegò che al suo comando v'erano si forse di restrizione, ma anche forze che danno controllo, e direzione; e disse che sua creazione era il sacro confine che gli uomini chiamano individualità, ed identità.
E la sua pelle si fece più nera: chè come egli contrastava l'istinto di espansione, così contrastava la forza di vita, ed era uno spettro di morte; ma a entrambe era funzionale, e necessario, e di esse era parte, come la pelle è parte del corpo di noi Uomini.

giovedì 28 ottobre 2010

(Demoni del Deserto) - 19 aprile

V'era un essere formato da due corpi che s'attraevano e si respingevano e che tuttavia erano uno solo.
Ed era un demone, e in quel demone v'erano le idee di causalità, il legame fra causa ed effetto, che pure è identità.
Con meraviglia guardai il corpo, chè questo deserto custodisce solo le forze dell'universo interno; ma il corpo mi disse che era il riflesso di tal principio nel deserto, se di riflesso si può parlare, e non d'identità.
E poichè è da quel principio che nascono contro-volontà, e contro-immagini, e contro-idee, egli potè dirmi di essere il  padre, e il fratello, della massa oscura, e del deserto.

martedì 26 ottobre 2010

(Demoni del Deserto) - 18 aprile

Una massa oscura e senza forma, quel stesso abominio ch'è morte e mancata conoscenza e ch'è riposo e permette la coscienza- e su quel Antico Dio Morto, mai venerato abbastanza,mai temuto abbastanza, sul confine fra esso e la vita, una danza di luci e ricordi, di tentacoli viscidi e oscuri, tentazioni vissute e perdute.
Quant'è forte la tentazione di abbracciare l'uno e annientarsi nell'altro!
Quant'è immane il pensiero di esser tutt'uno con essi, ed il segreto che da essi proviene la realtà -ciò che chiamiamo realtà- in essi è nata, come una muffa nasce dalla terra umida e puttana.
Possa il mio vagare in voi esser fruttuoso.
Possano i miei passi salvarmi dal vostro oblio.

venerdì 22 ottobre 2010

(Demoni del Deserto) - 17 aprile

Ad ogni mio passo, il riflesso della mia immagine nel cielo mi mostrava un immagine più chiara.
Era un viandante, vestito di stracci; e i stracci, e la sua pelle divenivano sempre più trasparenti, e mostravano nel petto dell'uomo un nucleo pesante ed oscuro.
Fu un balzo del mio corpo inferiore, verso il cielo, e con un colpo squarciò il petto dell'uomo.
E mentre il globo di liquido nero si librava nell'aria, la stessa ferita s'aprì nel mio corpo e da essa uscì del sangue,
e al nero si mescolò, diede vita alle immagini spente.