Visualizzazione post con etichetta Trasmutazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Trasmutazioni. Mostra tutti i post
venerdì 12 novembre 2010
Il pettine d'osso
Era un sabato pomeriggio, uno dei primi dell'estate: ero andato con gli amici a nuotare sotto la parte più nascosta della scogliera. Nel gioco d'esplorare mi ritrovai da solo, lasciando tutti - e tutto - alle mie spalle. E già pensavo di tornare a casa, quando, fra le rocce, vidi brillare un pettine di donna, d'un materiale come l'osso, eppure trasparente, e liscio al tatto. Lo presi, con ingenua reverenza, e come fosse un cannocchiale, volli vederci il mare, e il sole, in trasparenza: fu allora che finì l'infanzia.
venerdì 8 ottobre 2010
Il vento del Sud
Sgrava i rami piegati dal peso dell'estate: chi cade a terra sfama l'affamato.
martedì 21 settembre 2010
La bandiera
Impiccano i nemici alle querce della piazza: che il vento sia un canto bruciato.
martedì 14 settembre 2010
Il sogno
E' delicato e fragile l'oggetto della brama: quando lo stringo in mano si rovina.
martedì 31 agosto 2010
La notte
Un tempo, andando a caccia, mi accadde di cadere in un crepaccio, e rompermi una gamba, e non riuscire più di risalire. Mi strinse gelido il pensiero che non sarei mai più riuscito a rivedere la mia famiglia, mia moglie, ed i miei figli. Ma dopo un lungo pianto silenzioso, s'abituarono i miei occhi all'antro oscuro: vidi un pertugio, un varco che portava verso il basso, al ventre della terra.
Spinto dal desiderio disperato di salvezza, seguii quella discesa verso il nero, fino a giungere a una sala ch'era invasa dall'acqua: un lago sotterraneo, però dall'acqua densa, come una melma antica, intensa. Come incastrati in essa brillavano perduti cristalli d'una luce prigioniera. Mi chinai per sfiorarli, colto da nostalgia tremenda; caddi dentro l'abisso, e fui parte di esso.
Ora soltanto so che cosa sono le stelle prigioniere: è l'ultima speranza di chi prima di me è caduto; è l'ultimo ricordo della casa, del giorno, il sole, ed i sorrisi, ed il calore, nel cuore che si spezza per rimorso d'esser caduto un tempo in un crepaccio.
Spinto dal desiderio disperato di salvezza, seguii quella discesa verso il nero, fino a giungere a una sala ch'era invasa dall'acqua: un lago sotterraneo, però dall'acqua densa, come una melma antica, intensa. Come incastrati in essa brillavano perduti cristalli d'una luce prigioniera. Mi chinai per sfiorarli, colto da nostalgia tremenda; caddi dentro l'abisso, e fui parte di esso.
Ora soltanto so che cosa sono le stelle prigioniere: è l'ultima speranza di chi prima di me è caduto; è l'ultimo ricordo della casa, del giorno, il sole, ed i sorrisi, ed il calore, nel cuore che si spezza per rimorso d'esser caduto un tempo in un crepaccio.
venerdì 27 agosto 2010
Il curatore
C'era una volta un uomo che con una carezza della sua mano forte e rude sapeva render come nuovi i vetri rotti ed incrinati: e di ogni crepa che aggiustava portava su di sè la cicatrice.
martedì 24 agosto 2010
La farfalla
Come due petali d'un fiore volteggia in mezzo al vento: ma il manto suo nasconde un verme orrendo
venerdì 13 agosto 2010
La primavera
Un ragazzo sta seduto sul ramo più sottile d'un ciliegio: e il ramo non si piega, chè l'anima sua ha il peso amabile d'un fiore.
mercoledì 11 agosto 2010
L'orologio
Nessuno sembra sentirlo, eppure è li, e continua: batte ogni secondo col suono d'un virgulto che si spezza.
venerdì 6 agosto 2010
Il fucile
Lo stringi come un naufrago che sta aggrappato a un legno alla deriva in mezzo al mare: sperar nella salvezza ormai non serve, t'ha condannato a morte il sole.
Iscriviti a:
Post (Atom)