Per ingannar l'attesa fra un post e l'altro

Vi annoiate e non sapete cosa fare fra un aggiornamento e l'altro di questo blog?

Per bon?

No, veramente?

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martedì 27 aprile 2010

Scorrere

Da bambino mi chiedevo come mai le antiche civiltà fossero tutte sottoterra, quasi fosse la terra stessa ad inghiottirle.
Più tardi mi venne detto che era la terra portata dal vento a coprirle lentamente, le foglie e le carcasse degli alberi, e lo sterco degli animali.
Così non è una guerra, o un errore politico, a segnare il destino di una civiltà: ma sono il vento, la morte e la merda a seppellire i grandi imperi.

Vergogna

...continua il mese della poesia ghotic-adolescenziale!!!


Non per serbar il capo
dai colpi della pugna
porta l'elmo il guerrier
nella battaglia:
ma per celar il volto
a chi sotto il suo gladio
cade come in ottobre-
chè la maledizione
che gettano crepando
non sappia chi inseguire.

venerdì 23 aprile 2010

L'ultima battaglia

Stramò col'ùstimo
quasi che sfesse immònito,
velse l'suo bràdio all'èrtico
di torse senz'allumine,
cortàri di mortàratri.
Ma all'umo del combàttito
lo infèrse un clanfo istònico,
stragliàndoli le scàmine,
scardàndogli il cordìcolo,
s'impèrse nella schièna
sfolèndolo in sospèrsera
el'senguenàva e ulvràndo
gli si sbreccò via l'àlmina.
Sbralò, disprèso:
"Sìlis Marìa, Silìs Maria, la santa!
A'lmami, smàgliami dalla sferta
svièlami, da questa grèglia,
stòrlimi, tòlsimi, tòlsimi via!"
Ma la Santa sfiorlàva destànte
e l'uòmo morìva da solo.

martedì 20 aprile 2010

L'orologio fermo

Ogni meccanismo che l'uomo ha creato per misurare lo scorrere del tempo necessita per funzionare d'una forma di energia- sia essa la carica d'una molla, il raggio di sole per la meridiana, o una batteria per gli orologi al quarzo- e quando l'energia viene meno il meccanismo si ferma, e con esso sembra fermarsi il tempo.

Mi si obbietterà: ogni attività umana necessita di energia, ed ogni attività in generale.
Ma proprio queste attività sono modi e forme dello scandire il tempo- potremmo dire quasi che con esse il tempo nasca! E forse se non ci fosse energia a muoverle si congelerebbe assieme a loro anche il tempo.

venerdì 16 aprile 2010

Crescente

Troncato d'oro e d'azzurro, al crescente cimato di una croce latina attraversante, il tutto d'argento". (Riconosciuto con Decreto del capo del Governo in data 31 gennaio 1929)


Gli storici dicono che lo stemma araldico di Gradisca d'Isonzo sta a significare il suo essere baluardo contro le incursioni dei turchi nel XV secolo; ma a me piace immaginare che esso sia nato e cresciuto così:


 una singola casa, un'avamposto della civiltà quasi perduto fra la pianura e i colli


 
 le prime famiglie che pian piano s'ingrandiscono, formando per ingrandimenti e divisioni, come le cellule d'un embrione, un piccolo villaggio







 una piccola borgata cinta da muri per chiudere fuori le bestie e gli uomini selvatici





  la prima chiesa, attorno cui la comunità si cristallizza





 come un seme pronto a germogliare il paese si apre come esplodendo sotto una spinta interna




 si è aperta al desiderio come un bocciolo a primavera




Come potrebbe crescere questo stemma nei secoli a venire?


Nello stemma di famiglia degli Eggenberg  possiamo vedere come la croce, se lasciata crescere, si dirami, e forse nei secoli potrebbe metter foglie, portar fiori e magari donarci anche frutti!

Ma se tornasse la paura di quei stranieri, di quei nemici tornati a vestire la maschera di feroci predatori turchi, potrebbe anche recidersi la croce dalla luna, la pianta dalle sue radici (come già si vede in un piccolo mosaico nella colonna del leone di S. Marco in piazza Unità)
Ed allora alla croce non resterà che la scelta fra l'appassire ed il mutersi in spada, rivolta a quella luna che un dì l'ha portata nel grempo e poi l'ha nutrita, ed ora sotto i suoi colpi è una rossa ferita.




riguardo alla luna:
potrei parlarvi di calice eucaristico, dell'antica dea madre, dell'utero e delle fasi lunari, dell'argento e di mille altre cose ancora; ma vi dirò che nel 1622 Ferdinando II d'Asburgo concesse a Gradisca di fregiarsi nella parte inferiore dello stemma di Bellona, la dea della guerra, in onore del coraggio delle sue donne, che non fuggirono durante gli assedi della guerra di Gradisca ma rimasero a prestare il loro aiuto durante le battaglie
 
Per capire meglio tale simbolo è utile far visita nella cappella di S. Ggiovanni Battista dove si può vedere un quadro del 1706, ad opera del lombardo Giulio Quaglio: la Madonna, adorata dai santi, tiene sotto il suo piede la luna crescente e montante, attorno a cui si avvolge una serpe; fra le sue braccia sostiene Gesù bambino che con la croce si accinge a schiacciare, quasi infilzare il serpente nemico.

martedì 13 aprile 2010

L'incendio del Tempo

La verità per i greci era l' a-letheia, ciò che non si dimentica- ciò che fugge alle acque del Lete.


Nel corso della storia umana sono innumerevoli le perdite patite dalla cultura a causa di danni da guerra, calamità naturali, o semplicemente d'incuria: chiese e monumenti in rovina, intere biblioteche bruciate, scuole di tradizione millenaria svanite come polvere.

In maniera simile agisce nell'uomo l'oblio: l'uomo ha infatti la condanna ed il dono di dimenticare.

Come ogni funzione psichica importante, anche questa ha una propria autonomia dalla coscienza e dalla sua volontà; e per questo talvolta l'oblio è visto da queste come un rivale, o un nemico: ma pensate cosa ne sarebbe d'un uomo se fosse costretto a ricordare ogni cosa che vede, sente, pensa e prova, anche le più minuscole e insignificanti!