Per ingannar l'attesa fra un post e l'altro

Vi annoiate e non sapete cosa fare fra un aggiornamento e l'altro di questo blog?

Per bon?

No, veramente?

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martedì 22 gennaio 2013

martedì 15 gennaio 2013

Hakeldama

Di uomini che si dicono profeti ne ho incontrati molti, ma forse soltanto lui aveva veramente parlato con Dio.
Ah, dannàti profeti! Bisognerebbe schiaffarli tutti in prigione, e lasciarli marcire al buio, in silenzio.
Lo stavamo prendendo in giro, dileggiandolo con quelle domande che in genere mandano su tutte le furie coloro che pretendono di essere uomini di Dio.
"Se Dio è tanto buono, perchè esiste il male?", gli chiese il mio compare, mentre gli tirava i capelli bianchi e gli pizzicava le guance fino a farle diventar rosse.
Rincarai la dose: "Dio ci ha promesso la salvezza; dato che è onnipotente, perchè ci fa aspettare? Perchè non si spiccia e ci salva adesso?"
Ma invece di adirarsi, il profeta piegò il capo, adombrato, e rispose con voce triste: "Non lo so, fratelli, non so la risposta a queste domande, così come non la sapete voi. E' vero, ho parlato con Dio. A dire il vero è stato un dialogo ben strano: io ho parlato a lungo, e gli ho chiesto tante cose, ma Dio mi ha risposto con una parola soltanto".
"E cos'è che ti avrebbe detto?"
"La verità racchiusa in un'unica parola. Ma è meglio rimanere all'oscuro, fidatevi, che essere a conoscenza di questa verità."
Il mio compare fu colto dall'ira: "Bando alle ciance, profeta! Dicci la parola, o ti taglio la gola!"
Tirò fuori di tasca il coltello, ed io, da bravo complice, immobilizzai l'uomo di Dio, storcendogli il braccio dietro la schiena. Di fronte alla minaccia, non ebbe altra scelta.
La parola era più di una semplice successione di suoni: racchiuse in essa c'erano colpa e dolore, confusione, amarezza e vergogna, rassegnazione. Vorrei dimenticarla, ci ho provato, ma non ci riesco. No, non ve la dirò, me la terrò per me, per quanto pesi: è meglio per voi rimanere ignari.
Non appena udimmo la parola, vedemmo la verità, provandola sulla nostra stessa pelle. C'era un incendio, un incendio immane che avvolgeva l'intero creato. Bruciava la nostra casa, bruciava l'aria, bruciavano i nostri corpi e persino i nostri pensieri.
La fiamma era viva ed indomabile, e mordeva, sapeva dove colpire, riconoscendo con una sorta di perverso istinto quali punti erano più sensibili al dolore e alla paura. Era ovunque, era ovunque. Senza scampo.
Gridammo al profeta, fra i spasmi di dolore: "Basta, basta, fa smettere il fuoco, fallo sparire!"
"Ahi, fratelli, vorrei tanto che ci fosse un modo per far cessar le fiamme! Io stesso le vedo, le vedo sempre, anche quando chiudo gli occhi, anche quando dormo. Persino i miei sogni bruciano! Forse col tempo imparerete a portare il dolore con dignità, ma il dolore non cesserà mai. Credo che l'unico modo per far scomparire l'incendio sia di dimenticare la parola: ma com'è possibile, quando il bacio rovente delle fiamme te la ricorda ad ogni istante?"

 So che siete increduli, e vi invidio: a me non è più concesso il lusso dell'incredulità, perchè vedo con i miei occhi la verità. Oh, non credete d’esser salvi: anche voi bruciate! Ma voi fortunati non vedete la luce ed il fumo delle fiamme, e non ne sentite i graffi strazianti sulla pelle. Ah, beati voi che non conoscete la verità!
Parlate, ridete, lavorate ed oziate, come se nulla fosse, ma intanto il fuoco vi divora!
No, non vi dirò la parola: restate ciechi, non guardate la verità, o anche voi non potrete più scordarla.

mercoledì 9 gennaio 2013

Cos'è la Verità?

Voi dite: "Dio è una menzogna!"
No! Le menzogne sono piutosto uno dei luoghi e dei modi con cui Dio si manifesta all'uomo.
Guardate il fedele ingenuo, che crede ciecamente nelle fiabe strampalate chiuse nei vecchi libri: egli guarda bugie, ma in esse vi vede Dio. Verità avvolta in un manto di falsità! Il fedele crede il falso, eppure in quel credere egli fa esperienza di Dio: esperienza vera, benchè resa possibile da circostanze fasulle.
In quale altra maniera potrebbe palesarsi la Verità suprema? Se ci pensate, è talmente suprema che ogni cosa in suo confronto è falsa: allo stesso modo, in confronto ad una luce fortissima tutti gli altri lumi paiono fiochi e persino bui.
Viene però il tempo in cui la gente si accorge della menzogna, e da quel momento in poi riescono a vedere soltanto questa: Dio è ancora lì dietro, ma non si riesce più a vederlo, perchè lo sguardo ricade soltanto sul velo esteriore. E' come se ad un certo punto vi accorgeste di una macchia sul vetro della finestra, e da quel momento in poi i vostri occhi ricadessero sempre lì, mettendo a fuoco soltanto la superficie del vetro, al punto da non scorgere più il paesaggio retrostante.
Ci è dunque precluso l'accesso a Dio, dalla nostra stessa sete di verità?
No, non temete. Non appena una menzogna tramonta, un altra è pronta a sorgere: ci coglierà di sorpresa, ci sembrerà una verità palese. La nostra ingenuità lo renderà trasparente, riusciremo a vederci attraverso, a vedere oltre, e torneremo a scorgere di nuovo un barlume di quella verità irraggiungibile.

Comandare e seguire

- Guarda attentamente i loro corpi, osserva bene i loro movimenti: al contrario di quanto si pensi, è la loro ombra a muoversi per prima, ed è il corpo a seguirla.
-C'è un modo per svegliarli, per far sì che siano loro a comandare le ombre, e non viceversa?
-Oh, povera ombra, perchè vuoi renderla tua schiava? Piuttosto chinati ed ascoltala, ascolta il suo silenzio: poi prendila per mano, e camminate assieme. E se c'è musica, perchè no, fate un giro di danza: quando si gira in cerchio, non c'è più avanti o indietro. E quindi, chi segue, chi conduce?

Teologia democratica rappresentativa

Chi lo dice che Dio debba regnare in cielo? E poi, chi ha stabilito che debba esser proprio lui a ricoprire il ruolo di Dio?
Una volta l'Imperatore comandava su tutte le terre conosciute. Dicevano che la sua autorità deriva da quella divina: le cose terrestri sono un riflesso di quelle celesti, e le leggi dell'Impero traggono il loro fondamento di verità dall'essere in rapporto simbolico con le leggi divine.
Tutto bene, dunque, finchè l'Imperatore era al suo posto. Ma poi i suoi popoli hanno iniziato a sollevarsi, e l'Impero si è sgretolato. Al suo posto è sorta una masnada di tanti piccoli Re, e ognuno di loro sosteneva d'essere l'unico e vero nuovo imperatore.
E' ancora vero che le cose terrene riflettono le verità celesti? In tal caso, devono esserci stati in cielo tanti piccoli deì, ciascuno convinto d'esser l'unico e l'eterno!
Poi anche i Re sono caduti, com'era naturale, ed è venuto il tempo della democrazia: è il popolo a scegliersi di volta in volta il proprio capo.
Di nuovo io mi chiedo: le cose del basso continunano tuttora a simboleggiano i princìpi superiori? In tal caso ora Dio viene eletto dal popolo! E il Dio di turno rimane in carica soltanto cinque anni, e poi si torna alle elezioni; ma poi nei fatti il Dio in genere si dimette prima, spinto dalle proteste della gente, delusa da tutte le promesse che Egli aveva fatto in sede elettorale.